04 Ottobre 2007

Torniamo indietro...

Sei come il primo capitolo del libro del Manzoni... si, i Promessi Sposi… Quello che la maggior parte degli alunni detestano, quello che gli studenti non amano leggere: forse perché è “peso”, forse perché gli viene imposto… Io sono fra quegli alunni e credo anche tu… Magari no, è una delle tante cose che non so… una di quelle di cui non mi è mai importato sapere di te… Eppure il primo capitolo me lo ricordo: è quello in cui Don Abbondio viene preso in considerazione, dove possiamo conoscerlo… E la storia parte da lì… Con la sua figura… Anche la nostra storia è iniziata in un modo o nell’ altro: quel pomeriggio eri sotto casa mia, non ricordo che giorno, sicuramente di Gennaio… stavi andando a Croce Rossa con la mia migliore amica, quella che ci ha presentato, quella che mi ha dato il tuo numero, quella che mi ha parlato di te…Poi gli altri capitoli dei Promessi non me li ricordo… Nessuno… non credo di essermeli riletti a casa… non ci facevo proprio caso… I nostri invece si che li ho riletti, li ho rivissuti…li ho sognati.. Soprattutto il secondo, quello della pista di pattinaggio, quello della casa di Andrea: quello del 27 gennaio… Come si fa a dimenticarsi di quel capitolo? Magari Manzoni fosse così semplice… Ma in fondo neanche noi lo siamo… eppure, come ragazzi, cerchiamo di farlo sembrare: nei discorsi con gli amici, coi parenti, col gatto… ma non capiranno mai loro sul serio, come io con Alessandro…Del libro a scuola siamo arrivati al settimo capitolo… o magari al decimo, non ricordo…e noi quanti capitoli siamo? Quanti capitoli abbiamo vissuto insieme? Quanti quelli che ti ricordi tu? A parte il capitolo centrale, uguale a quello che tutti aspettano nel Manzoni, quando i due giovani prima o poi si rincontrano… quello più dolce, quello più lieto… quello della nostra Cittadella, quello del cielo stellato, di quelle ore d’ amore in pizzeria, sul prato o al bowling… Lo scrittore un modo per chiudere il libro l’ ha trovato, ha trovato le parole e i versi per chiudere, in bellezza o no, quel maledetto libro… anche tu per me le hai trovate, me le hai dette, magari non pensandole… o magari si… troppi magari, troppe incertezze… Come Renzo e Lucia alla fine… ma io per ora questo libro non lo voglio chiudere, ho bisogno di rileggerlo ancora, ho bisogno di viverlo ancora più di una volta… “La quale, se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta, e anche un pochino a chi l'ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta.” Ti voglio bene
 

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